RIETI | la Soprintendenza in collaborazione con la delegazione FAI di Rieti e il comune di Rieti apre alla città il cantiere di restauro della chiesa di Sant’Antonio Abate
Proseguono i lavori di restauro della chiesa di Sant’Antonio Abate, nel centro storico di Rieti, parte integrante dello storico complesso dell’Ospedale Vecchio e chiusa al pubblico da oltre cinquant’anni.
L’impegno della Soprintendenza per il recupero del monumento risale al 2018, sempre supportato dal forte interesse mostrato dalla cittadinanza reatina, dal Comune di Rieti e dalla delegazione FAI di Rieti.
Una prima fase di interventi, finanziata dal Ministero della Cultura con 300.000 euro ai sensi della legge n. 232/2016, ha consentito di approfondire la conoscenza dell’edificio attraverso rilievi architettonici, indagini sul quadro fessurativo e sul degrado, ricerche storico-documentarie e verifiche della vulnerabilità sismica. Sono state inoltre realizzate opere di messa in sicurezza e conservazione, tra cui l’allontanamento degli elementi in amianto, il restauro parziale della facciata e del prospetto posteriore, la revisione della copertura e dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche. Con un successivo finanziamento ministeriale di ulteriori 100.000 euro sono stati completati gli interventi di consolidamento del piano pavimentale, oltre a opere localizzate di risanamento delle murature.
Il cantiere attualmente in corso rappresenta dunque un terzo importante intervento di restauro condotto dalla Soprintendenza sulla chiesa, in continuità con il percorso di conoscenza, tutela e conservazione avviato negli anni precedenti. L’intervento, finanziato dal Ministero della Cultura per un importo complessivo di 2 milioni di euro, a valere sulla Programmazione Straordinaria ai sensi dell’articolo 1, commi 9 e 10, della legge 23 dicembre 2014, n.190 –2022-2024, ha come oggetto il completamento delle opere strutturali, il parziale restauro dell’apparato decorativo e la realizzazione dell’impianto di illuminazione, con l’obiettivo di consentire la riapertura della chiesa al pubblico, prevista per l’estate 2027.
Il cantiere di restauro è curato dal Ministero della Cultura – Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti, Responsabile Unico del Procedimento è la funzionaria architetta Federica Vitarelli.
Per condividere con la cittadinanza questo percorso, la Soprintendenza, con la collaborazione del Comune di Rieti – Assessorato alla Cultura e della Delegazione FAI di Rieti, che curerà l’organizzazione e la logistica delle visite, promuove due nuove aperture straordinarie del cantiere, in programma il 23 ottobre e il 26 novembre 2026.
Le visite permetteranno di accedere al cantiere, conoscere la storia del monumento, poter vedere da vicino le attività di tutela e restauro che accompagnano il recupero del monumento.
Le aperture fanno seguito al primo appuntamento del 18 settembre 2026, che ha registrato una significativa partecipazione della cittadinanza.
La chiesa di Sant’Antonio Abate è stata inoltre inserita tra “I Luoghi del Cuore” del FAI nel X censimento nazionale del 2020, raccogliendo 5.515 voti: una testimonianza del forte legame della comunità reatina con il complesso dell’Ospedale Vecchio e dell’attenzione riservata al suo recupero. La collaborazione con il FAI e con il Comune di Rieti si inserisce in questo percorso di partecipazione e valorizzazione, a supporto dell’iniziativa promossa dalla Soprintendenza.
«Esprimo piena soddisfazione – dichiara la Soprintendente Lisa Lambusier – per il significativo avanzamento del percorso di recupero della chiesa di Sant’Antonio Abate, reso possibile dall’impegno della Soprintendenza e dai finanziamenti del Ministero della Cultura. L’intervento in corso costituisce un passaggio fondamentale per la conservazione del monumento e per la sua futura riapertura al pubblico, restituendo alla città di Rieti un’importante testimonianza della propria storia. Le aperture straordinarie del cantiere rappresentano inoltre un’occasione per condividere con la cittadinanza le attività di tutela e restauro della Soprintendenza grazie alla collaborazione con il Comune di Rieti e la Delegazione FAI».
«Come Capo Delegazione FAI di Rieti – dichiara Stefania Santarelli – esprimo soddisfazione per il recupero di questo luogo così caro ai cittadini e ringrazio la Soprintendenza e il Comune per l’impegno profuso in questi anni. La possibilità di tornare ad aprire le porte di Sant’Antonio Abate rappresenta un momento importante per la città e per tutti coloro che hanno contribuito, attraverso le loro segnalazioni e il loro sostegno, a mantenere viva l’attenzione su questo patrimonio».
INFORMAZIONI PER LE VISITE 
Le visite si svolgeranno il 23 ottobre e il 26 novembre 2026, dalle ore 14:30 alle ore 17:30, con ultimo gruppo in partenza alle ore 17:00. Sono previsti turni ogni 30 minuti, della durata di circa mezz’ora, con gruppi di massimo 10 persone. Non è necessaria la prenotazione.
Il FAI richiede un contributo di partecipazione di 3 euro; l’ingresso è gratuito per i bambini fino a 12 anni. Durante le visite sarà inoltre possibile iscriversi al FAI o rinnovare la propria tessera.
Per motivi di sicurezza, trattandosi di un cantiere in corso, i visitatori dovranno indossare scarpe chiuse, stabili e idonee al transito in ambiente di cantiere, preferibilmente con suola antiscivolo. Per accedere all’edificio è necessario salire alcuni gradini. I minori potranno entrare esclusivamente sotto la costante sorveglianza di un adulto accompagnatore.
Indirizzo: via G. Vignola 19, Rieti