TORNA ALLA LUCE L’ACQUEDOTTO DELLA VILLA DEI CASONI A MONTOPOLI DI SABINA (RI)
L’attività di ricerca e studio sull’immenso patrimonio ipogeo della Sabina continua incessantemente sotto il segno della collaborazione tra la Soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti e il Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio nell’ambito della convenzione stipulata nel 2024. Gli speleologi sabini, coordinati dalla Soprintendenza, hanno effettuato un’importante scoperta che permetterà di comprendere, finalmente, il sistema di adduzione delle acque nella villa romana nota con il nome de “I Casoni” nel territorio di Montopoli di Sabina (RI).
La pianta della villa di epoca repubblicana si sviluppava su due terrazze digradanti, di cui quella inferiore comprendeva il giardino con ninfeo e piscina circolare, mentre in quella superiore si sviluppava la zona abitativa con criptoportico, cubicoli ed il tablino. Nel 1790 lo Sperandio segnala la presenza di “acquedotti molto antichi ed una fonte denominata Fonte Varrone”. Ruderi della villa sono menzionati nel 1830 sia dal Marocco che dal Guattani che riprende il testo dello Sperandio. Anche il Nardi nel suo manoscritto fa una descrizione dettagliata delle strutture appartenenti alla villa sulla fine dell’ottocento, mentre Lugli riprende la descrizione degli acquedotti e della Fonte Varrone. Dopo un’accurata indagine topografica e diverse ricognizioni sul territorio è stato possibile rintracciare non solo la cosiddetta Fonte Varrone ma anche l’acquedotto e le sorgenti che portavano l’acqua alla villa.
“La scoperta di questo acquedotto, rappresenta un’opportunità unica per comprendere l’approvvigionamento idraulico di una delle ville più importanti della Sabina” sottolinea la dott.ssa Nadia Fagiani della Soprintendenza che sta coordinando gli speleologi sabini nell’attività di ricerca. “Grazie alla tecnologia Lidar sarà possibile ottenere una mappatura completa in 3D di tutto il sistema idraulico sotterraneo in relazione alle strutture murarie ed agli ambienti soprastanti della villa. Considerato che si tratta di un’opera idraulica molto antica, lo studio di questo sistema permetterà inoltre di ampliare la conoscenza degli insediamenti sabini, i cosiddetti vici, prima 
della conquista romana” conclude la Funzionaria Archeologa.
“Le indagini speleologiche hanno permesso di individuare un articolato complesso idraulico sotterraneo caratterizzato da una serie di cunicoli completamente scavati nel conglomerato” spiega Cristiano Ranieripresidente del gruppo Vespertilio. “Si tratta di un sistema di drenaggio e captazione delle acque che si trova a circa 300 metri dalla villa dei Casoni. Le acque provenienti da queste sorgenti, che sino a qualche decennio fa alimentavano un fontanile noto con il nome di Fonte Varrone, venivano condotte sino ad una cisterna che aveva funzione anche di vasca limaria e ridistribuite poi alle varie utenze della villa. È un sistema di drenaggio delle acque che deve essere stato in uso già prima della romanizzazione della Sabina, relativo ad un antico abitato (vicus) presente in zona” conclude Ranieri.
La scoperta sarà, inoltre, un importante contributo all’implementazione della conoscenza del territorio di Montopoli e, propriamente, dell’area archeologica della Villa dei Casoni, interessata dalle campagne di indagini non invasive e ricerca, condotte già da diverso tempo in regime di concessione, dal Dipartimento di Studi Classici dell’Università di Basilea sotto la direzione della Prof.ssa Sabine Huebner.
Hanno preso parte alla prima fase delle ricerche Giorgio Pintus, Fabrizio Marincola, Riccardo Bertoldi, Vincenzo Ridolfi, Giulia Petroni, Maria Piro, Arianna Armeni e Cristiano Ranieri. Si ringrazia per la preziosa collaborazione Paola Massardi il cui contributo è stato significativo per l’individuazione dell’acquedotto sotterraneo.