Area archeologica del Casarinaccio
Via Francesco Crispi 1 – 00040 Ardea (RM)

Nel pianoro “Civitavecchia”, in località Casarinaccio, è stato individuato e riportato alla luce, sotto la direzione di Enrico Stefani, tra il 1926 e il 1934, un importante complesso monumentale riconosciuto, per la presenza di un tempio e di una basilica, come il foro della città antica.
Il tempio, costruito alla fine dell’età regia (VI secolo a.C.), aveva proporzioni piuttosto imponenti come si può desumere dal podio a pianta rettangolare costituito da tre filari di blocchi di tufo – unica struttura ancora in piedi – attualmente alto m 1,80 e largo m 23,85, ma con una lunghezza originaria superiore ai 30 metri.
Connesso alle attività del tempio è stato ritrovato un deposito di oggetti votivi. È presente, infatti, una cavità, che coincide con un foro nella pavimentazione, in cui venivano gettati oggetti, legati alle attività sacre del tempio o alla sua decorazione. Dalle analisi è risultato che gli ex voto furono gettati nel deposito tutti nello stesso periodo, in epoca precedente alla costruzione della basilica. Dai reperti ritrovati si è potuto ipotizzare un culto connesso alla figura di Ercole.
Poco a ovest del tempio si trova la basilica, a pianta rettangolare, con il lato lungo che misurava quasi 46 metri. L’interno, pavimentato con cocciopesto di colore rosso cosparso di scaglie litiche di forma irregolare di colore bianco, verde, nerastro, rosso e giallo, era suddiviso in tre navate da due file di nove colonne. La basilica era preceduta da un portico di sette colonne, da cui si accedeva all’area del tempio. La facciata principale era rivolta a sud. La costruzione e i successivi rifacimenti abbracciano un periodo abbastanza ampio, che va dal I secolo a.C. all’ultimo rifacimento del II secolo d.C. Intorno alla basilica fu costruita una canaletta in lastre di tufo per far defluire l’acqua piovana. Sul lato nord fu realizzata una cisterna rettangolare soggetta nel corso del tempo a diverse modifiche e rifacimenti.
Per la costruzione della basilica, soprattutto del portico, è stato tagliato il banco di tufo, lì presente, e su cui poggia anche il tempio limitrofo.
È presente inoltre un piccolo impianto termale di III secolo d.C., fortemente compromesso dalla strada e dalle abitazioni soprastanti, che poteva avere natura pubblica oppure far parte di una domus delle vicinanze.
Diversi episodi della storia romana sono avvenuti nel foro di Ardea. Il generale Marco Furio Camillo (il conquistatore di Veio nel 396 a.C.), al comando di un esercito composto da Rutuli, tenne il discorso prima della partenza per la vittoriosa spedizione per liberare Roma dagli invasori Galli, guidati da Brenno (Livio, V, 43-44-45).
Il rinvenimento di un’interessante epigrafe frammentaria in lingua greca con riferimenti a Veleda e alla sua deportazione ad Ardea ha confermato archeologicamente le vicende narrate da Tacito (Historiae, IV 61-65 e V 22-24) della sacerdotessa germanica Veleda, donna carismatica e con capacità divinatorie, appartenente alla tribù dei Brutteri, che svolse un ruolo importante in occasione di una grande rivolta dei Germani contro Roma. e che, una volta fatta prigioniera, fu esiliata ad Ardea.
Le aperture dell’area, su prenotazione, sono a cura dell’Associazione Filarmonica Città di Ardea
Per informazioni e prenotazioni: ardeafilarmonica@tiscali.it
Indirizzo: Via Francesco Crispi 1 – 00040 Ardea (RM)












